Stato del Digital Decade 2026: la digitalizzazione avanza, ma le competenze digitali restano il nodo irrisolto per le PMI
Giugno 2026 — Sono stati pubblicati i dati dello State of the Digital Decade 2026, il report annuale della Commissione Europea che monitora i progressi degli Stati Membri verso gli obiettivi di trasformazione digitale fissati per il 2030. Il quadro che emerge è in chiaroscuro: l’Europa avanza su connettività, servizi pubblici digitali e adozione tecnologica, ma il punto critico rimane invariato: le PMI continuano a scontrarsi con la mancanza di competenze digitali e a ritardare l’integrazione di soluzioni di Data analytics e AI, per una digitalizzazione strategica dei propri modelli di business.

Il quadro europeo
Il report registra progressi su più fronti: la copertura 5G ha raggiunto il 96,8% delle famiglie europee, il 46,7% delle imprese utilizza il cloud, il 39,9% la data analytics e quasi il 20% l’AI — con un’adozione di quest’ultima cresciuta del 48% nell’ultimo anno. Per la prima volta, oltre il 60% degli europei possiede almeno competenze digitali di base.
Restano però divari strutturali. Gli specialisti ICT sono ancora solo il 5% dell’occupazione totale, la metà del target 2030, con le donne a meno del 20% del totale. Sul piano della sovranità tecnologica, l’Europa copre solo il 9% del mercato globale dei semiconduttori (target: 20%) e mantiene dipendenze significative da fornitori extra-UE nel cloud e nella cybersecurity. Le PMI rimangono frenate da tre ostacoli ricorrenti: scarsità di competenze, accesso limitato alle infrastrutture e risorse insufficienti.

Italia: 92% dei target on track
L’Italia monitora i propri progressi con grande accuratezza: il 92% degli obiettivi nazionali è considerato on track rispetto alle traiettorie della Digital Decade national roadmap, con un budget pubblico allocato di 33,95 miliardi di euro.
Connettività. L’Italia è sopra la media europea sia su FTTP (77,56% vs 74,13% UE) che su 5G (99,82% vs 96,79% UE). Persiste un divario nelle aree rurali per la fibra (44,48%, contro il 62,61% europeo) e il Paese non dispone ancora di stazioni 5G standalone (SA), a fronte di una media UE del 20,9%.
PMI e adozione tecnologica. Il 79,49% delle PMI italiane ha raggiunto almeno un livello di base di intensità digitale, sopra la media UE (71,39%), con ottime performance su cloud (68,05%) e data analytics (42,71%). Il punto debole è l’alta intensità: solo il 7,34% delle PMI raggiunge livelli molto elevati di digitalizzazione (media UE: 9,07%). Le tecnologie ci sono, ma l’83% delle PMI dichiara difficoltà nell’adozione — carenza di competenze (59%), barriere culturali (44%) e costi (40%) i motivi principali.
Competenze digitali. Il 54,27% della popolazione ha competenze digitali di base, con una crescita annua dell’8,9% che supera la media UE. Restano però gap su istruzione, genere ed età. Sul fronte specialisti ICT il quadro è più critico: al 3,8% dell’occupazione (sotto la media UE del 5%), con solo l’1,6% di laureati ICT e le donne al 16,6% degli specialisti. Per ogni nuovo professionista ICT che entra nel mercato, ci sono circa due posizioni aperte.
Intelligenza artificiale. L’adozione dell’AI nelle imprese è cresciuta del 100% in un anno, ma si ferma al 16,4% — sotto la media UE del 19,95%. L’uso rimane concentrato in funzioni non strategiche: text mining (70,8%), AI generativa (59,1%), riconoscimento vocale (41,3%). Manifattura, controllo qualità e manutenzione predittiva restano ampiamente sottoutilizzati. Il report raccomanda di accelerare l’operativizzazione del framework AI (Legge 132/2025), sostenere l’adozione nelle PMI e rafforzare i centri di eccellenza con forti legami industriali.

Perché continuare a investire
Il report affronta con chiarezza il tema della continuità dei finanziamenti. I dati parlano chiaro: ogni euro investito in misure digitali attraverso l’RRF genera 1,50 euro di output economico a livello UE e 2,00 euro a livello globale entro il 2030. Per l’Italia, la componente digitale del PNRR ha generato un impatto economico stimato in 56,7 miliardi di euro a fronte di 46,8 miliardi investiti.
Il problema è che quasi la metà dei fondi pubblici inclusi nelle roadmap nazionali è destinata a esaurirsi entro fine 2026. Per questo la Commissione chiama gli Stati Membri a garantire continuità di investimento su connettività avanzata, semiconduttori, infrastrutture cloud e dati, AI, tecnologie quantistiche e cybersecurity — e a sostenere le PMI nell’accesso a competenze, infrastrutture ed ecosistemi di innovazione, in coerenza con le priorità del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale.
Fonti: European Commission, State of the Digital Decade 2026 — 2026 State of the Digital Decade package; Commission Staff Working Document — Digital Decade 2026 Country Report: Italy (SWD(2026) 155 final, Part 15/27).